lunedì 10 febbraio 2014

Foibe "titine" lambiscono Fiume: Il giorno del ricordo.

Quella via grande, con tanti alberi che la cingevano. Una via immensa la Via Buonarroti, grande come l’Italia. I miei abitavano là; mia mamma giovanissima con il fratello e i genitori. Quando gli sgherri di Tito si sono impadroniti della bella Fiume, mia nonna non ci pensò un attimo: “La nostra terra è l’Italia, disse, io non sto con questi drusi.” Mio nonno, proprietario di qualche appartamento e un magazzino di frutta, era titubante, così come la mamma e Vittorio. Invece mia nonna pestò i piedi, non ci stava a vedere la sua città sporcata da quel popolo ostile, lo stesso popolo che 40 anni dopo si scannò in una guerra fratricida. Come se lo meritasse. Fiume, la bella Fiume, doveva essere abbandonata per sempre. Il suo porto, il profumo del mare, Sussak (mi si perdoni qualche sbaglio, vado a getto) il Quarnaro, luoghi meravigliosi imbrattati da un popolo nemico. Quel Maledetto di Predappio praticamente consegnò quella splendida terra al nemico, al barbaro, al reietto. Non ci fu una fuga precipitosa, non ci furono foibe, solo il fumo nero ma azzurrognolo del piroscafo, che profumava d’Italia. Mio zio smise gli studi, anche se dopo si rifece in tutto; mia mamma, maestra, fu assunta alla TIM, allora SIP. "Le ragazze di Trieste", mi canticchiava quando ero bambino, "cantan tutte con ardore, oh Italia del mio cuore io ti vengo a liberar". E' un ricordo struggente. Mio nonno si perse tra i fumi delle sigarette e dell’alcool. Vedeva, in quei momenti di difficoltà, il Quarnaro, Sussak, la Via Buonarroti e forse gli sembrava tutto magico. Mia nonna era durissima, docile ma rocciosa. Piccolina, tenace. Penso sempre a loro quando vado a dormire. Mia mamma ha preso il carattere dei suoi genitori, gentile ma spietata. Mio zio riversò in opere d’arte quello che la memoria gli ispirava. Mia nonna ballava con un generale dell’OSNA, la temuta milizia slava, che le stava dietro, la desiderava. Per tutta risposta ci fu uno sterzante: "Piccolo uomo, io sono di Fiume, sono italiana, Dio grazia se non ti sputo nel tuo brutto muso". Non riesco ad andare avanti. Mi fermo qui. In un viaggio recentissimo a Fiume non trovai Via Buonarroti, mi fecero andare in Via Calvario. Forse sono simili, ora che ci penso. Onore a tutto il popolo fiumano e dell’Istria in generale.