mercoledì 22 gennaio 2014

Sono un ragazzo di strada.

In palestra Cicciobomba Cavaliere sta facendo il percorso. Un po' obeso, pochi capelli, chissà altro. Io non ho un diavolo per capello, da parecchio tempo, da due anni circa, mi rado con il rasoio. Ho un fisico decente, pochi pesi e stratching. Mi dicono che dovrei essere più buono, parlare con gli altri, sorridere, far comunella, sforzarsi, e poi, catarsi mediatica, entrare in empatia e, colmo dei colmi e risultato dei risultati, mettersi a servizio degli altri, amarli. Io non ci riesco. Ho provato, mi riesce difficile. Sono collerico e bilioso, incazzato, insomma vivo male. Me lo dicono le due psicologhe, i due neurologi, i due psichiatri (Da notare il numero due che si ripete, potete giocarlo al lotto, nella ruota di...) e i miei due altri componenti della famiglia. Ok, ci provo, d'ora in avanti sarò più carino, siccome sono carino d'aspetto potrei limonare e abbordare vecchie carampane, o Alice e Viviana, le due stelline della palestra, ma non sono Fonzie, anche se mi vorrei avvicinare a Corona. Cicciobomba Cavaliere sta facendo un esercizio con un attrezzo vicino a me, io mi sto gingillando con i piegamenti, con sotto le due tavolette. All'improvviso Ciccio non mi chiede neanche per favore, vuole il mio...attrezzo (sì,  sembra un gay, ma un gay brutto, come non ce ne sono in giro) e mi dice, anche con faccia tosta: "Lo devo fare, è la regola." "La regolaaaaaaaaaa???? Tu stai buono lì che qui ci sono io, se salti un minuto non è niente, dai, non fare il novellino, io conosco questa cosa meglio di te. Va beh che sei grassoccio e vuoi smaltire, però un po' di decoro". Questo è quello che volevo dire e non ho detto, pallottole rimaste in canna durante la caccia alla lepre. Quindi, poi, mi viene all'improvviso il terrore del rimpianto, se non faccio qualcosa dopo starò male, mi dirò e dirò agli altri che sono sì come Corona, cattivo, ma anche coglione, e questo non me lo posso permettere. Afferro tutte e due le piccole pedane che servono per lo step, un forte respiro e, con tutta forza, gliele rompo in quella testa poco ortodossa, strana, bianchiccia prima che si riempisse di un bel rosso vivo. O morto.
"Senti Ciccio, io sono un teppistello del Borgo, un ragazzo di strada, sono addestrato a tutto, lasciami in pace, palla di lardo!" E fischiettando, con il telefonino bagnato di un liquido rosso, perchè ha preso acqua la notte, me ne vado tra donne con il seno e il naso rifatto e ragazzi che il più basso sarà  un metro e 85. Cavaliere è ancora steso, pensai che recitasse.