sabato 9 novembre 2013

Rimini, I love You I turbamenti di Francesca

Oggi domenica libera...un po’ malinconica.
Abbiamo deciso di fare una biciclettata fino al Porto e restare tutto il giorno all’aria aperta, a goderci il sole. Si rifletteva su Fellini e sulla dimensione di vivere Rimini anche da parte nostra. Federico la ricordava con nostalgia, avendo scelto di vivere nella Città eterna, ma sempre portando nel cuore la tanto amata Rimini con le sue contraddizioni, sognante e visionaria, Paolo con il suo stare solitario, non spostandosi mai da Rimini se non per fare qualche breve vacanza, io invece sradicata dal mio piccolo paese del Sud all’età di 12 anni, senza aver avuto la minima la possibilità di scegliere, allora.
Poi con il passare degli anni ho scoperto che è davvero qui che voglio vivere e non riesco a pensare di essere altrove.
Oggi era proprio la città di Fellini e la nostra, seduti sulle bitte disuguali solo per noi, intenti ad osservare i pescatori pittoreschi e calmi che, prima trovandosi nel loro bar alla sinistra del porto, si muovevano a frotte, sistemando “gli attrezzi” e aspettando che i pesci abbocchino.
Paolo si divertiva a guardare gli uomini e le donne dei pescherecci che ritornano il pomeriggio, con i sardoncini freschi da vendere sulla banchina, e qualche volta sogna di scappare via con loro. Ma solo per un pomeriggio, in verità Rimini l’ha stregato e forse è il suo unico amore.
Poi spingerci sul molo con uno sguardo al mare, di un colore davvero insolito: verde, con delle strisce di azzurro più chiaro e poi sempre più intenso. Fermarci ad ammirare la statua di bronzo “La sposa del marinaio”, di Umberto Corsucci, che rappresenta una donna di mare, come quelle cantate da Lucio Dalla, alle cui vesti sono aggrappati i suoi piccoli, futuri pescatori, mentre scruta l’orizzonte in attesa che il proprio uomo ritorni dal mare.
E ascoltare senza pudore quello che si raccontano le persone su quel piccolo molo, a volte fin troppo striminzito paragonato all’apparente infinità dell’Adriatico.
Buona domenica Paolo, spero che sarai sempre con me nella nostra città eterna, la tanto amata, bastonata e vilipesa ma bellissima Rimini.