venerdì 23 marzo 2012

Le ragazze di sinistra




Le ragazze di sinistra hanno le labbra increspate quando le lasci e lo sguardo altezzoso e fiero. Le puoi trovare, figlie della Mecca o dello Slego, in discoteche alternative o in locali dove si celebra musica sommessa o gridata ma vera, genuina, con basso elettrico e batteria originali. Nei weekend chiedono di portarle fuori per una pizza in un locale giusto, che non si spenda troppo, o casomai ogni tanto vorrebbero un piatto di pesce dove alle 13:00 il sole picchia forte e si sente il profumo della primavera. Per loro è sempre lunedì, lavoratrici instancabili, e la sera stanche, davanti alla Tv, si sdraiano nel divano con te con una coperta leggera e un programma di evasione quando è sabato, sennò si riempiono gli occhi di politica. Le ragazze di sinistra passeggiano con te sul porto, se sono in bici arrivano alla palata e le più sportive praticano mountain bike nella ciclabile del Marecchia e arrivano dove arrivi tu. Sono forti, comprensive, non hanno peli sulla lingua e anche quando meno te lo aspetti ti sono sempre accanto, e si chiariscono magari con una telefonata aspra. Quando sono in vena ti salutano sorridendo e ti danno appuntamento in piazzetta, nella vecchia pescheria e ti baciano tra uno spritz con il Campari e una birra magari a un euro, pregandoti di stare sempre con loro. Vanno alle mostre, t’inondano gli occhi di vita e i loro gesti sono perentori quando in auto ti portano nelle colline di Rimini a cercare nuovi brividi e nuovi locali. Le ragazze di sinistra non sono mai a terra ma quando ti lasciano lacrime dolci zigrinano le loro guance e il rimmel si disfa tra il panorama bellissimo dei loro occhi.