martedì 6 dicembre 2011

I diari del folle misantropo. Non si uccidono così anche i cavalli? Parte seconda


Sembra che già dalla nascita si portino i germi del proprio futuro, o di una vita passata, come Osho Bhagwan Shree Rajneesh e la Kabbalah insegnano. Le ultime due sono pseudo-religioni, i giovani dimenticano Cristo e inseguono più o meno santoni più o meno importanti e portatori di serenità. Altri innalzano la cocaina come loro Dio. Al Number One, ritrovo importante nell’hinterland meneghino, dove si assiepa la “Milano da bere”, si fa della polvere bianca una specie di simulacro. In quel prezioso sito si trova, tagliata come si deve, dicono, quasi legale. E costosa. E da lì che inizia la morte. Principalmente i giovani che non hanno un lavoro, che sono emarginati dalla società o da loro stessi, trovano roba tagliata con talco, con polvere antitopo, con ketamina, il neurolettico per puledri e stalloni. Fin dai 14 anni tirano l’oppio, “Mamma è solo una Marlboro” magari fumata insieme a una “corona”, birra fresca a pochi soldi, la trovi da 1 euro e 50, o due gin tonic pagati con i soldi dell’ora di straordinario dell’amico che lavora. Bevono, si fanno, tirano. E stanno lì, al caldo della discoteca chic o dei “bar a tutto un euro”.
Damaris, che sembra un nome scelto dagli dei, si sacrifica per tutti, passa un giorno in auto al freddo con un brasiliano magari che proviene dalle favelas di Rio o è un principe di Bahia chi lo sa, e poi, sballata, fatta, si lancia con frenetica calma nell’acqua che purificherà per sempre il suo dolore e quello del mondo. Chissà, giovane ragazza romana che ora hai trovato la pace, che l’estremo tuo gesto non sia un esempio per tutti quelli della tua età, che hanno perso Dio o soltanto la buona via. Domani, se la giornata è tiepida, andremo insieme a vedere la meravigliosa fonte del Tevere...