giovedì 1 dicembre 2011

I diari del folle misantropo Libreria Feltrinelli, nel centro città.



Pungolato dall’ineffabile Responsabile, domenica pomeriggio mi fiondo al centro con lo scopo di far visita alla libreria Feltrinelli. Opto per le nuove lenti a contatto, di giorno vedo ma quando è buio mi divide una barriera tra me e le altre persone. Abitualmente porto gli occhiali. Intravedo poco, solo la faccia della tantissima gente che brulica il Corso d’Augusto e le altre vie del centro città. Mi basta. Fateci caso, anche domenica i negozi sono tutti aperti, e quelli sfitti sono subito occupati. Questo è segnale di un rifiorire del nucleo della città che non sia marino, la Rimini invernale sotto un cielo che puzza di uomini. Entro nel bailamme della libreria, zeppa di persone, molte, forse troppe. Nello spazio vasto, cerco libri sul nazismo e lo sterminio degli ebrei, ma il volume che volevo non c’è, Sono stato l’assistente del dottor Mengele, di Nyiszli Miklos, e una deliziosa commessa mi chiede il numero di telefono e me lo ordina. Ma c’è un ma: osservo libri enormi, non so se è una mancanza delle lenti che indosso o è davvero una peculiarità del sito. Libri grandi, lunghi quasi 80 centimetri e larghi, straziati. Mi stropiccio gli occhi e mi reco alla sezione narrativa. Ero solo, pensai che alla gente interessa solo l’interattivo o la vasta scelta di CD e DVD che si trovano nel locale. Mi guardo intorno... nessuno. E pensare che l’odore dei libri, della carta, non ha paragoni con quello vacuo della plastica degli e-book, dei CD e DVD. Controllo, scruto, ma non c’è niente che mi aggrada. Piombo negli horror e nei noir. Libri grandi, dilatati anche lì. Pensai che fosse il peso della cultura. Finalmente le novità, scontate. Notai il libro nuovo della preferita Mazzantini, Mare al mattino. È piccolo, ha lo sguardo mesto di un cucciolo meticcio in un canile che ti implora: prendimi! Lo prendo. Vicino, finalmente a dimensioni normali, squadrai Il tribunale delle anime di Donato Carrisi, seguito ideale del magico Il suggeritore. Preso. Sarò un devoto malato di Kurt Cobain; il consumismo, anche in tempi di crisi, mi e ci prende un po’ la mano. Alla cassa mi chiedono se voglio fare la tessera. Non so più dire di no, sarà l’età. Detto fatto. Bustina biologica da 5 centesimi e via, nell’ammasso positivo degli uomini che affollano la Rimini centrale, quella invernale, dove il freddo delle membra si stempera con il caldo nel cuore. E della vista. Cambierò lenti, prenderò le progressive. I libri li vedevo troppo grandi e m’incutevano timore e visioni allucinate. Invece di solito con loro sono in pace con tutto. Ho trascorso un buon pomeriggio, con due libri credo interessanti, visto gli incipit, in più nel mio carnet. Ci ritornerò.