lunedì 14 novembre 2011

Il "suggeritore” di Donato Carrisi, Il diavolo sussurra, Dio invece è muto



A Mila, uno dei protagonisti del libro, è legato il risvolto psicologico del romanzo giallo di Donato Carrisi “Il suggeritore”. Mila si fa del male, fisico e psichico, ed ha la consapevolezza di essere anti empatica cioè chiusa nei confronti del prossimo e la sua vita appare un deserto senza amore e affetti.
Una squadra di Polizia, in un non ben definito Paese, cerca un serial killer che sembra sfidarli fin dalle prime battute. Mila è assoldata dall’equipe perché si è fatta le ossa nel cercare i bambini e le persone disperse. Quasi sempre riuscendo nel suo intento, nel lavoro, nella sua “missione”, infine nel suo obbligo. Ogni sera piange e per ogni persona trovata si taglia con la lametta la coscia e il braccio, senza un apparente perché. Il suo sembra un male che ha origini lontane, forse dall’infanzia, ma non svelo il suo segreto. Mila è subito ben voluta da Boris, un componente della squadra, e da Goran Gavila (notare il nome ed il cognome ripetuto alternativamente, a differenza degli altri) un criminologo che è veramente il capo, nonostante ci sia Roche, figura opalescente e vero leader non manifestato del gruppo, che imbolsito oltre che arrogante, segue le pratiche burocratiche del suo insieme. Goran ha una vita smozzicata, la moglie da cui è separato gli ha portato via una parte di sé, non il figlio Tommy che abita in casa di Gavila seguito dalla domestica Runa. Goran e Mila, segnati dalla vita, sembrano cercarsi, allineano i loro dolori per smorzarli, forse per sempre. Si trovano, corpo e anima, in una fredda camera di motel, ma sembrano respingersi, per la depressione che alimenta le loro vite e i loro gesti. Persone maledette, che pongono il lavoro che svolgono al primo posto. Solo così dilaveranno le loro colpe e i propri risentimenti antichi. Gli altri della squadra sono di contorno, all’inizio. Una poliziotta, Sarah Jones, invisa a Mila Vasquez fin da subito, ha un atteggiamento strafottente e non amicale. Anzi la disturba per ogni mossa inesatta che compie. Questo suo moto d’animo avrà un senso nelle pagine finali. Anche lei è offuscata dal dolore e dal male che sembra colpire tutti, sprigionato dal diavolo che sussurra (Il suggeritore) e Dio che invece è muto, silente e aspetta senza fretta un lieto fine. La squadra cerca un serial killer che ha reciso il braccio di sei bambine, prima di ucciderle. Tutte ma non l’ultima, sorella di sangue con la prima ritrovata, cui è toccata in sorte una morte lenta ma una vita protratta con medicinali che rallentano la fuoriuscita del sangue dal braccio offeso. Perché? Albert (questo il nome fittizio affibbiato dalla squadra al killer seriale) sfida la legge, e fa ritrovare, con fasi horror, le bambine orrendamente mutilate in siti maledetti. Mila e gli altri scoprono che Albert viene da lontano, da un gruppo di bambini ospiti di un orfanotrofio sperso nel nulla, una trentina di anni fa, figli di Caino, di genitori suicidi, o minati da varie malattie ed ergastolani, e assolda quasi magicamente di lì in poi, gente come lui, che agisce e pensa allo stesso modo, con il male bloccato nello stomaco come un macigno. Per tanti anni protrae e osserva il Male. Il colpevole, se così si può chiamare perché sembra un’accozzaglia di persone disagiate capaci solo di far soffrire, il diavolo in persona non s’intuirà se non alla fine del libro, e i colpi di scena, mutevoli e numerosi, hanno fatto dell’opera di Carrisi un bestseller internazionale.
Mila Vasquez guaterà, suo malgrado, ancora le strade dell’anti empatia ma purificata dagli orrendi crimini di Albert, troverà finalmente il sereno dentro sé. È questo, oltre alla vita difficile di Goran Gavila e il doppio gioco di Sarah Jones che nasconde un’orribile realtà, il giallo nel giallo.
Non perdetevi, anche per chi non ama il genere, questo libro, a chiosa dei crimini veri che stanno spopolando nel bel Paese.
Donato Carrisi è uscito ora con “Il tribunale delle anime” un thriller che si dipana nelle stanze sacerdotali.
Buona lettura e non vi pentirete di avere scelto “Il suggeritore” per questo diabolico e mesto inizio di autunno.