martedì 5 aprile 2011

Basket Rimini, trasferta a Jesi

Il basket è uno sport affascinante, perlopiù ancora a misura d’uomo visto che si gioca in palazzi coperti e riscaldati e non negli stadi invernali e freddi. Specialmente in questo periodo. La squadra di basket di Rimini, Crabs Immobiliare Spiga, affascina molte persone e in più ha la classifica alta dalla sua, è nel pieno della zona play off per salire in A1. Il calcio a Rimini, si sa, è in crisi, anche se l’AC Rimini è seguito da molta gente. Domenica 6 febbraio gli “Amici del basket” hanno organizzato la trasferta per seguire i nostri a Jesi, contro la Fileni, guidata dagli ex Andrea Pecile (odiato) e Marco Tusek (osannato). Gente di ogni età, bambini, persone anziane, molte donne e ragazzi. Ed io. Partenza puntuale alle 15 e 30, i battiti del cuore erano calmi e regolari ed ero mezzo assonnato, dopo una mattinata di lavoro; la partita si svolge alle 18 e 15. Regolare visto di partecipazione, pur con qualche difficoltà, sosta in autogrill, caffè, panino e bisogni, e poi l’acquisto a basso costo dei biglietti, sempre nel pullman. Tutto fila liscio. Allo stadio, raggiunto con un po’ di difficoltà dall’autista del lussuoso pullman doppio, ci sediamo emozionati nella curva, che era piena di tifosi festanti. Era la mia prima volta. Ad un certo punto, sono arrivati dei ragazzi con tamburi e magliette, non erano nel pullman, che a prima vista incutevano un po’ di spavento. Si sono piazzati proprio nel margine destro della tribunetta e impedivano la visuale agli spettatori seduti dietro che, appunto, non vedevano niente. La conseguenza è stata un fiotto di imprecazioni in dialetto e un fuggi fuggi nei posti a lato, dove si vedeva un po’ di meno per la lontananza ma non eri costretto a fare i salti nei gradini per vedere le gesta di Filloy e compagni. Il tifo è stato composto, ma quando sono giunti i “ragazzi della curva”, il calore è aumentato. Anche troppo per il misurato comportamento riminese che seguo da anni. Francamente non stigmatizzo l’atteggiamento dei tifosi più caldi ed esagitati, però un po’ più di rispetto per chi fa un viaggio gioioso e vuole osservare le imprese della squadra del cuore con più calma e vedendo bene. Occhi un po’ spiritati, sigarette a volontà, birra ingurgitata e chissà che altro, ma non credo che abbiano oltrepassato i limiti. Almeno lo spero. “Noi non siamo gente normale”, era scritto sulla maglietta di uno dei supporter; in effetti c’era una bella differenza con il bambino che urlava, la quarantenne che sembrava posseduta, con una splendida vocina stridula e l’anziano che ce l’aveva su con gli arbitri. Poi la sconfitta, amara e meritata, con tutta la curva che ha tributato onore ai giocatori dei Crabs. Anche i più facinorosi ragazzi sulla trentina, l’età per far male, vedasi i violenti Drughi del mitico film Arancia Meccanica di Kubrick, o era solamente una mia impressione. Nel ritorno, dapprima scortati da un’auto della Polizia nel ghirigoro delle vie, tutta la fauna variegata del pullman discorreva della partita e del passato, soprattutto, del presente e del futuro della Basket Rimini. Un viaggio veramente gradevole e senza troppi intoppi. La prossima tappa esterna sarà Faenza, contro gli odiati cugini dell’Aget Imola, con gli ex Moreno ed Ebi. Non mancate, vi aspettiamo numerosi.