sabato 2 aprile 2011

Donne, tu tu tu, in cerca di guai

Tiziana Ferrario, bionda finta, carina, donna, l’hanno tolta dalla conduzione del TG1. Patty Pravo, brava, bionda finta, a Sanremo ha fatto pena, giustamente eliminata. Diciamo che “era” brava. Anna Oxa, a Sanremo una disgrazia, non si è sentita la sua voce, per niente. Fatta fuori. Oggi, per fare carriera e fortuna, per lasciare una traccia, devi, sottolineo devi, essere brava, certo, carina se non bella ma giovane, attenzione, giovane. Non conti niente se hai superato i 40 anni, sei finita, Dio grazia se non ti mettono al rogo, morta incenerita. Katy Perry, cantante simil burlesque, è l’esempio incarnato vivente di questo assioma. Lei ha un seno con misura minima la quarta, scollatura ampia, vestitino Kitsch e inguinale e dovrebbe essere ripresa sempre nel petto e nell’orlo. Sempre. Sennò vai fuori. L’attenzione della gente si è spostata sulle donne giovani, sulla mercificazione del corpo, su labbra carnose e umide, seno in bella mostra, lato b dritto in faccia, probabilmente con sotto il nulla. Un tempo, assai lontano, ha fatto scalpore nel film Basic Instinct (quello con Michael Douglas e Sharon Stone) una sequenza dove l’omicida Stone, interrogata in guardina, mostrava ciò che aveva sotto la gonna, cioè niente. Ora non basta più. La Stone è vecchia, passata, stantia. Come l’attrice Jodie Foster e la Ferrario, giornalista trombata. Cara Tiziana, lo so che hai vinto il contenzioso, che puoi continuare a condurre il Telegiornale, ma ascoltami: sei sicura di essere nel giusto? Perché non sei giovane, non fai audience. Ma le hai viste tutte le tue colleghe e concorrenti? Belle, giovani, rifatte. Quella che detta le previsioni del tempo sulle reti Rai, sembra la Gruber dei tempi d’oro (ora scalzata perché non c’ha l’età) rossa con riporto, nasino e come labbra due salsicciotti. Grande Fratello, che non è mai banale, eh, attenzione, detta le mode, informa: Giordana ha battuto Guenda nell’ultima puntata. L’ha scaraventata, attraverso il televoto, fuori dal programma. Ma l’avete vista Giordana? È bellissima, sexy, single, sboccata, rifatta, coatta, seno finto, la quinta, lato b pure, occhio languido e sveglio, labbra inturgidite. Sembra Ruby. Come fa ad essere eliminata una così? Ditemelo. Io me la sposerei se potessi, pur sapendo che anche Guenda è sexy. È un mondo così, le belle e giovani hanno in mano il potere, seducono con il profumo dell’età, sono arroganti, ti sbattono fuori gioco. Sei vecchia? Cioè hai superato la quarantina? A meno che tu non ti sia rifatta, non incanti più nessuno. Sei out. In un locale di Rimini nord, molto a nord, quasi a Ravenna, dentro un esercizio ruspante con quadri finte copie alle pareti e musica da karaoke assordante, ero in una tavolata di cinquantenni. Parlavano di lavoro e si lamentavano perché una collega giovane fa impazzire due di esse, una in particolare. Ormai anche le donne parlano di lavoro perché le figlie del boom e dei fiori lavorano. Hanno voluto la parità? Se la tengano. Stretta. Quello che succedeva un tempo in società, adesso accade al lavoro, mi sembra logico. Gli uomini, noiosi, parlano di sesso, di viaggi, di calcio. Le donne interessano, sembrano fossilizzate in un’incantata seduta psicanalitica prolungata, pensano. Una di loro perlopiù, dicevo, è maggiormente vessata e sobillata con odio da una collega giovane e carina che le ha fatto di tutto per eliminarla. Ora ha perso il lavoro per colpa della beltà sfacciata. E della cattiveria. Ma Tiziana bella, avrei voluto dirle, per quelle che ti fregano l’autostima, le grazie del capo e ti mettono a strisciare carponi, c’è solo un sistema: dire subito che ti tiranneggiano al responsabile, quindi reagire, o essere più sexy di loro. La seconda cosa è impossibile, in quanto la rivale è una ragazza, pure bella. Prova con la prima.
Poi succede che al karaoke le prosperose bionde romagnole stonano ma nessuno ci fa caso. Anzi ricevono l’ausilio. In questi anni Duemila se non sei giovane e carina (va beh, solo un po’ brava) non sei nessuno. Ormai il corpo perfetto ha preso le veci della meritocrazia. Scuole scadenti, sul tipo di quelle di oggi, non ti impediscono di condurre il TG1. Da bambina sembravi un carciofo? Capelli di stoppa, corpo moscio e qualche neo antiestetico? Il chirurgo plastico è lì per quello. Un’alzata di seno, di naso e di gonna, e il gioco è fatto. Puoi dominare la scena almeno per un po’, finché un’altra giovane collega, o rivale che sia, elevi di un poco, ma un minimo eh, il proprio lato b e alfine ti scalzi. Auguri donne, impegnate in questa lotta stressante, e vinca la migliore, pardon e purtroppo per voi, la più giovane e bella.