mercoledì 20 ottobre 2010

Guardale le fanciulle in fiore

Storia di Samantha.



Sono dubbiose, sicure solo della loro acerba giovinezza, si muovono incerte. Racconto le loro storie.

Samantha ha 14 anni, lavora come cameriera ai piani di un albergo aperto tutto l’anno, nella Rimini da vivere. Così giovane, aiuta la mamma, un’avellinese trapiantata al nord per scappare al marito padre e padrone. Lucia è orgogliosa della figlia, fiera. Non sa che un uomo di 40 anni, con barba incolta e sguardo assassino, gigolò perduto per femmine estere, le chiede ogni giorno di andare su, nella sua camera, che ha un regalo per lei. Samantha, con un nome strano per quelli del sud, vorrebbe ogni santo dì recarsi in quella camera, è attirata, desiderosa di scoprire la sorpresa. Ma non ci andrà mai. Cosa vorrà quell’uomo perverso e quale dono ha in serbo? Non è la stessa sua vita, un enorme dono? Perché non le porta la sorpresa nei pressi della hall negli assolati e pigri pomeriggi di agosto? Forse ambisce a lacerare l’anima di Samantha; perché è una diceria, ma chi è stata stuprata perde l’anima, la morale, e perpetrerà ai propri figli, se ne avrà, il turpe rito della demoniaca iniziazione.

Samantah e magra, non molto alta, con un seno appena sbocciato, misura seconda. Ma attira gli uomini perduti e malati per lo sguardo fiero e l’alterità che sprigiona dal suo io inviolato. È ignara della potenza che possiede. È insicura come quelle della sua età, ma ha la gioventù dalla sua parte, e l’ingenuità che scatena negli uomini depravati un’insana voglia. Samantha mi racconterà poi delle pressioni dell’uomo maturo e del desiderio della bambina esclusivamente del giocattolo, della sorpresa.

Quante volte lei vorrebbe andare su, verso l’inferno e l’uomo-diavolo-uomo tentatore che è la negazione della stessa vita, preziosa e incomparabile.

Ha vinto Samantha; superata con difficoltà la prova perpetrata nei mesi, si sposerà magari con un coetaneo, sarà felice forse; non ha perduto e forse mai perderà la sua anima che la rende unica, padrona di sé, intatta e irripetibile. Buona sorte a te Samantha, e che la vita ti arrida per sempre.

Continua***