martedì 3 novembre 2009

“Non sarete più soli quando combatterete per un futuro migliore, non è più come un tempo, gli ecologisti sono in tanti, non abbiate paura a diffondere le vostre idee e ad agire secondo natura alternativa”. No, infatti saremo in pochissimi più che soli. Secondo le parole del giornalista e scrittore inglese Leo Hickman il futuro del turismo è in pericolo. Scenari spettrali ci attendono. Per la manifestazione Ambiente Festival, presso la Sala degli archi di Piazza Cavour, in una conferenza indetta da Egocéntrati nel Centro di Rimini, il giornalista del The guardian e scrittore nato nel ’75 Leo Hickman, ha parlato, con flemma divertita, più che altro del turismo e, secondo lui, non c’è da stare troppo allegri. Il giornalista è famoso per avere trascorso un anno della sua vita, nel 2004, in un appartamento a Londra con sua moglie e la figlia di 4 mesi, vivendo in maniera ecologista. Dalla sua esperienza ha partorito due libri, il secondo uscito in Italia nel 2008. Nel suo esperimento, controllato e ben retribuito, ha colpito il non uso dell’automobile, il lavaggio degli utensili da cucina, piatti, bicchieri eccetera, con la lavastoviglie “perché l’uso dei detersivi inquina il territorio e consuma più energia e molta più acqua. Ho ricevuto su questo argomento 600 mail.” Gli si è chiesto, avendo una bimba piccola, dell’uso dei pannolini. “Di pannolini usa e getta, che vanno così tanto di moda, se ne sarebbero consumati 8 al giorno, uno spreco per l’ambiente. Allora io stesso ho provveduto, con molta fatica devo dire, a lavarli a mano, mia moglie si è rifiutata, così abbiamo frenato gli sperperi.” Il giornalista, sempre in quel famoso anno, ha acquistato le vivande direttamente dal’agricoltore, non dai supermercati “Perché gli imballaggi producono molto scarto e quindi rifiuti.” Nel suo camminare a piedi per Londra, senza automobile, e lavare i pannolini alla figlia, ha derogato solamente quando è venuto in Italia per le ferie, in Umbria, ad Assisi. Lì ha girato in auto e, stabilendosi in hotel, non ha potuto che adoperare pannolini usa e getta. Ed è stata da qui in poi la parte più interessante della sua conferenza che, tra l’altro, dapprima era stabilita nel Palazzo dell’Arengo. “Il turismo è destinato a scomparire o perlomeno a darsi una regolata. Città come Venezia o le isole coralline, site presso la Barriera corallina, non possono avere – sempre secondo Leo Hickman – un via vai ininterrotto 365 giorni l’anno, devono bastare al massimo un milione di turisti. Come si cercano i fortunati “visitatori”? Con una lotteria tipo il superenalotto, altrimenti si faciliterebbe la vacanza solo per ricconi e questo non è giusto. I voli Low Coast, proliferati negli ultimi anni specie in Inghilterra, producono danni all’ambiente e secondo me dovranno scomparire piano piano. Solo gente danarosa potrà volare, perché gli aerei producono danni ingenti al sistema ecologico, la massa dovrà recarsi a visitare una città solo col treno, molto più risparmioso.” La domanda seguente della Blanchetti, piuttosto preoccupata, verteva sul tema del turismo a Rimini, perché la nostra è una città che vive di turismo. Il giornalista inglese, in camicia bianca e giacca scura, sempre sorridendo risponde. “Secondo me ci sarà un consumo del territorio sempre minore in futuro. Io ho parlato con compagnie aeree, albergatori, cameriere ai piani, ho detto loro che bisognerebbe, per adesso almeno perché l’ecologia va avanti a piccoli passi, fare in questo modo: un anno spostarsi con aerei in vacanze in altri continenti o città europee, un altro anno a poca distanza in treno e l’altro restare vicino a casa.” Una bomba nel cuore della capitale del turismo, in piazza Cavour. “Lasciamo stare il nucleare, di cui resto agnostico, tralasciamo i rimedi industriali che comunque si devono apportare, meno zolfo eccetera, ma il futuro anche prossimo dell’uomo è non girare in automobile, usare solo il treno, fare vacanze brevi e a corta gittata. Noi inglesi andremo nelle Rimini del Regno unito, a Brighton per intenderci, sole e mare, le vacanze ad hoc, e voi riminesi dove volete ma vicino. È anche una questione etica: io non potrei andare in Thailandia sapendo che c’è della gente ridotta alla fame, sfruttata in un paese ecologicamente distrutto. Cina e India, paesi in via di sviluppo, cominciano anche loro a fare vacanze quindi saremo sempre di più. Non è gestibile il tutto. Se si vuole un mondo sempre più verde stop agli aerei, alle auto e allo sfruttamento della manodopera. Il turismo del futuro è questo.” Vorrà dire che andremo a Venezia a nuoto e verranno dalla Slovenia fino a Rimini con il pattino. “E i vermi nel giardino mister Hickman?” Avrei voluto chiedergli prima che la Blanchetti mi chiudesse la bocca. “Cosa vuole”, mi avrebbe risposto lo scrittore, adesso che il sesso è ritornato tabù, veda Marrazzo, cosa crede che siano un po’ di vermi nel giardino.” Già, la morte non è più un tabù. C’è chi ha gli scheletri nell’armadio e chi li ha nel giardino.