venerdì 1 febbraio 2013

Ylenia Carrisi la Primogenita



Il primogenito è Dio per una coppia di genitori. O al minimo Gesù Cristo. Figuriamoci per una coppia tradizionale come Al Bano e Romina Power. Lui figlio di contadini pugliesi, lei di Tyrone Power, uno dei miti Hollywoodiani. Gesù, morto per l’imputazione di essersi proclamato re dei Giudei, nacque sotto un re dei Giudei che non era per sangue né re né giudeo. Infatti Erode il Grande era una bestia sanguinaria che voleva deflagrare, uccidere, smembrare i primogeniti e così umiliare, sfinire i genitori, monchi di gioia, catarsi e infine speranza nel futuro. Ah, male non fu mai più doloroso, privazione non fu mai così marcata. Il tutto per il disegno blasfemo di uccidere Cristo.
Ylenia Carrisi, primogenita dei genitori più famosi d’Italia, è scomparsa il 6 gennaio 1994 in una città maledetta, una delle 10 metropoli più pericolose del Pianeta, New Orleans, nello Stato di Louisiana, Stati Uniti d’America. Bagnata dal grande fiume Mississippi, Nouvelle Orleans, come la chiamarono i francesi, ha visto la schiavitù, la colonizzazione dei neri, il dominio francese e spagnolo, e fu fulcro della Guerra di secessione, che mise il Nord contro il Sud a confronto, con uno scannamento fratricida.
Cosa ci faceva la bionda ragazza che ha tutto nella vita, soldi, bellezza, primogenitura, in quella mezza metropoli che ha ispirato ed è, essa stessa musica, sesso, droga, perdizione e delitti? Forse è stanca, vuole riposare dallo stress di essere figlia di Dio, unica, speciale. I genitori, con l’allegria dei peones, hanno girato in quegli anni l’America con un caravan colmo di emozioni e gioventù, figli e beltà e, spensierati, hanno lambito per poi entrarci la città dell’Anticristo, più o meno così la descrisse la fulgida rampolla dei Power.
Ylenia volle restare nella capitale del voodoo e delle messe nere; passò qualche tempo in una stanza di una squallida pensione in compagnia di un musicista di strada, Alexander Masakela, individuo pericoloso e per questo carismatico, drogato, alcolista, guru, stregone. Cosa accomuna la figlia di Dio, la fanciulla dal sorriso pulito e un po’ melanconico, al vecchio generato dalla morte, perduto e che può fare, se volesse, perdere tutto? La droga? L’aura maledetta? Infine “la differenza?”
Al Bano ha dichiarato sua figlia morta, forse un atto dovuto. Romina non ne vuole sapere: “Cercatela ancora, l’amore non muore, il tempo non cancella gli affetti!” fa sapere alla trasmissione di Sciarelli “Chi l’ha visto?”.
Questo dolore così grande ha avuto il potere di far scoppiare una coppia ritenuta inscindibile. Ora è l’odio che divide i due genitori tanto noti.
Ma chi era quella ragazza bionda che in una squallida notte, in una New Orleans dicotomica, bellissima e seducente, che giocava a dadi con il Demonio, si gettò nella pancia del maledetto Mississippi gridando: “Io appartengo all’acqua”?
Agli investigatori il compito di appurarlo.
Io so solo che è tanto difficile nascere e vivere con le stimmate del predestinato.