giovedì 15 ottobre 2009


Laure si è tolta dal nuoto agonistico. Si è ritirata dalla sua vita, dicono che è incinta, forse del diavolo?

La nuotatrice Manaudou, francese, campionessa olimpica e orgoglio della Francia sportiva e non, è stata fidanzata con Luca Marin, nuotatore a sua volta. Federica Pellegrini, quella stronza italiana, le ha tolto il fidanzato. La Pellegrini, collega della divina, non ha niente di Laure: non è maledetta, non è malata, ha paure che hanno tutti, ma ha scippato l’uomo alla Manaudou. “Che sia bruciata viva”, le griderebbe Laure. Pellegrini è una nuotatrice normale, parla normale, il suo linguaggio è infarcito di errori, semplice. La Manoudou no, sembra immortale, usa la perifrastica latina, è intellettuale per questo invisa e maledetta a sua volta. Marin, quel povero fessacchiotto mezz’uomo e mezzo nuotatore, è rimasto affascinato dalla rivale della sua ex.

Io come faccio a non parteggiare per la francese? Per quel viso sghembo, gli occhi luciferini, il corpo policromo ed efebico da modella? Io sono come Laure, dall’allure indifesa, osteggiata, sbeffeggiata. Ragazze handicappate (perché normali) mi rubano i miei amici, le mie partner. Non sono alla loro stregua mi struggo, mi strucco, sono alla mercè di tutti perciò irraggiungibile come Laure. La mia migliore amica, lesbica, me l’ha portata via una specie di donna, con mani piccole e testa piccola. “Io faccio il lavoro di mio nonno” disse prima della rapina “di mio padre e mio zio.” “Cioè?” chiesi io imitando un uomo che compendia il fare di Keith Richards e Mick Jagger, cioè strafottente e perdente al tempo stesso. “Incellofano il formaggio alla catena di montaggio”. A culo. Il mio collega malato mi ruba il lavoro? Che sia straziato, poi sapete cosa aggiungerei e cosa direbbe la gloriosa Manaudou. Se fossi un angelo mi poserei sul bordo del letto di Laure e la cullerei fino a che non prenda sonno. Bella e dannata quanto mi attira la tua fama e la tua sconfitta. E ricordati, dolce ragazza: io sarò sempre con te qualsiasi cosa farai e qualsivoglia decisione assumerai. Manderemo a cagare Pellegrini e Marin, ragazzi e giovani malati e handicappati forse meno di noi, magari normali, ma la nostra aura maledetta vivrà per sempre. “Bien entendu allor”, Laure, brindo alla nostra, naturalmente con birra rossa, la tua preferita, e che il cielo ti e mi protegga. E il figlio del diavolo non nascerà per stavolta, ma se un figlio ci sarà, avrà le sembianze della dolce donna francese, perdente e per questo infine vincente.